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Appuntamento col Destino
Seconda Parte
Ai nostri due amici brillano gli occhi, mentre ci informano che il piccolo muoveva le manine come se salutasse, e non stava un attimo fermo!
Io, Bob e Joe seguiamo con entusiasmo, partecipando attivamente alla loro gioia, tempestandoli di domande.
-Ma ancora non vi abbiamo detto la cosa più importante…- continua il ragazzo, scambiando uno sguardo d’intesa con la sua donna, -Dillo tu amore, dai…- finisce sorridendo, sotto i nostri sguardi curiosi.
Meg annuisce ma non parla, facendo salire la suspense e le nostre lamentele.
-Calma! Ok, ve lo dico!- asserisce ridendo la futura mammina dagli occhi azzurri, prima di tornare seria, -È una femminuccia!- rivela, portando al culmine la gioia e l’emozione che trapela dalla sua voce, e dall’espressione di George.
Io, Bob e Joe ci lanciamo in una serie di frasi di difficile comprensione, sovrapposte una all’altra. Meg e George ridono felici, cogliendo in pieno la nostra sincera partecipazione alla gioia portata in grembo dalla nostra amica, che cambierà la loro vita.
-Ma al nome del bebè ci avete già pensato?– Chiedo io, cogliendo al volo un attimo di calma in mezzo a tutta quell’euforia.
-Abbiamo pensato ad una serie di nomi, ma non abbiamo ancora scelto…- risponde Meg sorridendo.
-Tipo?- chiede Bob curioso.
-Abbiamo pensato a Marion… Shirley… Nicole… Ashley… Anche un altro paio… ma penso che la scelta cadrà su uno di questi- annuncia George sicuro.
-Allora…- si intromette Joe -Marion, fa troppo Happy Days; Shirley, fa troppo bambolina; Nicole… è carino… ma andava di moda negli anni ’80, per cui è troppo comune; Ashley… questo mi piace, si!- conclude alzando il pollice.
-Accidenti! E dopo un resoconto così dettagliato, come facciamo ora a scegliere altrimenti?- Chiede scherzando George a Meg, che ha seguito attentamente l’opinione di Joe.
-Semplice…- risponde lei col viso illuminato -non scegliamo altrimenti! La chiameremo Ashley!– ci informa contenta.
Dopo averli festeggiati ancora qualche minuto, e aver preso scherzosamente il merito della scelta, Joe ci saluta e torna a lavoro.
Meg e George restano ancora un po’ con noi, continuando a parlare della bimba, poi salutano anche loro, lasciandoci soli.
Siamo sempre gli ultimi ad andare via! E se non fosse per il fatto che l’Ocean Pie di notte è chiuso, probabilmente non lo faremmo.
Seguendo con lo sguardo i nostri amici che escono dal locale, ho notato che dei ragazzi stanno attaccando sulla porta d’ingresso del diner, una locandina pubblicizzante una gara di surf in programma domani, a Malibù.
Subito mi è balenata in testa l’idea di andarci… il surf, è la cosa più californiana del mondo, lo dicevano anche i Beach Boys, e finalmente potrei vedere dal vivo i corridori delle onde nel loro habitat naturale, invece che in un freddo schermo televisivo!
-Wow! Una gara di surf!- Mi lascio sfuggire entusiasta, -Non sai quante volte guardandole in TV, ho sognato di trovarmi anch’io su una di quelle spiagge, a fare il tifo per il migliore, chiunque esso sia!- dico sorridendo, prima di bere una sorsata di caffè che tra una chiacchiera e l’altra, come al solito, è diventato freddo, -Domani di sicuro non mi lascerò sfuggire l’occasione. Andrò ad assistere a quella gara!– concludo infine decisa.
Bob mi guarda divertito, ha assunto la tipica espressione di quando pensa a qualcosa che gli stuzzica i pensieri.
-Sono anni che non assisto a una gara di surf… quasi quasi… Che ne dici se ci andiamo insieme?– wow, avevo ragione!
E il fatto che cominci a riconoscere le sue espressioni, mi rallegra. In quanto alla richiesta del mio Angelo… come potrei dire di no, a quel sorriso così meravigliosamente tenero, posto sotto ad un paio d’occhi così tremendamente dolci?
-Sarebbe fantastico!– rispondo semplicemente, ricambiando quel sorriso, che ha il potere di lasciarmi senza fiato.
-Bene!- esclama lui entusiasta, -Sono sicuro che quest’esperienza ti piacerà tantissimo… ti entrerà dentro e difficilmente uscirà, vedrai!- conclude poi, facendo l’occhiolino.
Se lo ha detto lui, sarà così… Bob è un Angelo, e quando profetizza qualcosa, si avvera sempre!
Nascosta dietro le piacevolissime conversazioni tra me e l’Angelo profeta, però, si celava come al solito l’ora dei saluti, che è arrivata inesorabile ad imporci l’arrivederci a domani, e condurci a casa, dove i nostri rispettivi letti ci accoglieranno per farci godere del meritato riposo, dopo una giornata piena di intense emozioni, che qui, in California, ho trascorso in compagnia di un Angelo incantatore, o semplicemente un Angelo nella Città degli Angeli.
