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11/12/09

California Baby

 

Quando sarà grande, saprà di essere stato concepito per Amore.

Quando lo saprà, capirà perché, di notte, si sente il vento leggero accarezzare le foglie degli alberi, e perché queste rispondono con teneri bisbigli, che sembra dicano: "Benvenuto. Resta quanto vuoi, sorridi quanto puoi, credi più che puoi.

Non sarà mai abbastanza.

Ama con tutto te stesso chi ti ama.

Non sarà mai troppo".

 

Roberto Sonaglia

19/10/09

Contact

contact3

 

Occhi infuocati,
Corpi che cantano Desideri,
Anime che si toccano.


Luce arcana che batte
Tra Sospiri effimeri,
Passi Silenziosi
in una Notte incandescente.


La vita prende Vita
Tra il Vento leggero
Che accarezza le Foglie degli Alberi.


Domani il Sole Nascerà.

23/05/09

California IX – Prima Parte

PACIFIC PARK

IX

L’Arcobaleno sul Mondo

Prima Parte

In macchina, per tutto il tempo, abbiamo riso e cantato a squarciagola a suon di rock, Bob ha una selezione di canzoni da paura!

Siamo arrivati al Pacific Park di Santa Monica dopo quasi un’ora, a causa del traffico -decisamente più intenso rispetto al primo pomeriggio- che c’ era sulla free-way.

A farci compagnia rimane quell’atmosfera gradevolmente strana, senza nessuna tensione, solo tanta armonia, nei gesti e nelle parole.

Abbiamo voglia di divertirci, come facciamo sempre, ma stavolta senza nessun limite! Ci sentiamo a nostro agio, forse perché siamo liberi di dire e fare quello che ci pare, senza preoccuparci di cosa gli altri potrebbero pensare se sentissero o vedessero determinate cose…

Il sole comincia a calare, e tra i suoi ultimi raggi colorati di rosso- che prima di arrivare a fondersi col blu cobalto del cielo preserale, crea mille sfumature dalle tonalità calde, dipingendo le poche nuvole di rosa- resi tenui dall’arrivo della luna, le mille luci colorate del Luna Park spiccano in lontananza, sfavillanti d’allegria.

Già all’entrata il parco è un’epifania di musica e colori, si sentono giovani urla provenire dal roller coaster, e dolci canzoncine davanti alla casa delle bambole. È proprio come me lo ricordavo, il Luna Lark! Anche se rispetto a quello dove andavo io da piccola, questo è molto più colorato, e ha molte più attrazioni, per grandi e piccini, sembra il paese dei balocchi, più che un parco divertimenti!

-We go toghether like ramma lamma lamma ka dinga da dinga dog- canticchio io all’ingresso del parco, muovendo le spalle a mo’ di danza, intonando la famosa canzone finale di Grease, per incoraggiare Bob a camminare, visto che si guarda intorno spaesato, sentendosi forse fuori luogo, in quell’ambiente troppo giovane per i suoi gusti.

-I got chills, they’re multiplyin’, and I’m losin’ control- replica lui, entrando finalmente nel mood giusto, come se si fosse svegliato improvvisamente.

Una volta passate le titubanze iniziali da parte di Angel Bob, non ci siamo più fermati. Corriamo avanti e indietro come due cagnolini in libera uscita.

Non ci stiamo assolutamente risparmiando in risate, ci basta scambiare uno sguardo dopo aver visto qualcuno o qualcosa che esce fuori gli standard della cosiddetta normalità, che esplodiamo come due matti!

Non facciamo altro che prenderci in giro l’un l’altra… ci siamo fatti un mare di risate anche con uno straniero, un tipo simpatico che incrociavamo spesso mentre facevamo la fila in diverse attrazioni; accompagnava una bambina pestifera –molto carina, aveva gli occhi verdi e le simpatiche treccine che ricadevano sulla salopette di jeans- in giro.

Prima di uscire dal parco ci ha salutati raccontandoci di aver fatto per tutto il tempo da baby-sitter a quella ragazzina, pensando che avesse perso la mamma… e invece, alla fine, gli ha rivelato di essere la figlia della direttrice del parco!  

Ci stiamo divertendo un mondo, abbiamo bevuto frullati al lampone e mangiato zucchero filato fino alla nausea, consumato dosi industriali di pop-corn… Sembra di essere tornati bambini, e la cosa non ci dispiace affatto… anzi, ne siamo entusiasti!

 

Continua…

pacific park sil

17/05/09

California VI – Seconda Parte

color silhouette VI

California Paradise

Seconda Parte  

Scrutando attentamente tutti i miei amici, fermo lo sguardo sorridente su Meg e George, conoscendo la coppia felice, penso che in questo momento siano troppo su di giri per darci una brutta notizia!

-Ma no! Non c’è niente di cui dobbiate preoccuparvi, anzi!– risponde George allegramente, confermando la mia intuizione, prima di abbracciare e scambiare un sorriso complice con la sua Meg.

-Siete i primi a saperlo… - Aggiunge lei, con gli occhi azzurri che brillano di una luce particolare.

-Ma insomma! La smettete di tenerci sulle spine? Io ho da lavorare! Non posso passare qui tutta la serata! - Scherza Joe scuotendo le spalle di George, che ride divertito.

-Tenetevi forte, ragazzi… - riprende la dolce pazzoide continuando a sorridere, intenta a sciogliere la suspense, -perché io e George… aspettiamo un bambino!- conclude infine la voce tremante di emozione.

Un attimo di silenzio con tanto di respiro trattenuto, anticipa un’esplosione di gioia che nessuno di noi fa niente per contenere, sotto gli sguardi curiosi e straniti degli altri clienti del locale.

Tutti e tre siamo saltati in piedi ad abbracciare e a congratularci con i nostri amici, che a breve ci faranno diventare zii.

Joe è sparito dietro al bancone, ed è poi ricomparso con una bottiglia di champagne, e quattro bicchieri, inibendo a Meg la facoltà di unirsi al brindisi, almeno con lo champagne, provvedendo a portarle un succo di frutta preparato da lui stesso, una delle specialità della casa, per quanto riguarda i drink analcolici.

Continuiamo a torturare i futuri genitori, con una serie interminabile di domande a raffica. Una tortura che a loro piace subire, visto che rispondono con orgogliosa euforia!

-Se non vi dispiace però, ora andiamo via,- dice la futura mammina sorridendo, -la gravidanza mi porta un sonno incredibile! E a quest’ora già comincio ad essere stanca…- conclude sbadigliando.

Ovviamente le abbiamo ordinato di correre a casa a riposarsi, salutando lei e il dolce paparino, che le ha tenuto teneramente la mano per tutto il tempo.

Joe è tornato a lavoro, lasciando seduti al tavolo solo me e Bob, si è fatta quasi ora di cena, il locale comincia ad affollarsi.

Cominciamo a parlare tra noi e il discorso ricade inesorabilmente sulla splendida notizia che ci hanno dato i nostri amici.

Forse perché inaspettata, ma siamo ancora emozionati… tanto che fantastichiamo sul nostro futuro, addirittura provando ad immaginare come saremo, quando anche noi diventeremo genitori!

È l’effetto che fa una notizia del genere, travolge e coinvolge tutti come un uragano in piena forza!

Parlando del miracolo della vita, senza che ne accorgessimo -come sempre- il tempo è volato via troppo presto per averne abbastanza della splendida compagnia di un Angelo.

-Accidenti, devo andare anch’ io!- dico, guardando l’orologio e facendo una smorfia di disappunto.

-Di già? Ma torni dopo?- mi chiede Bob, imitando la mia espressione dispiaciuta.

-Purtroppo no… stamattina la mia auto non ha voluto saperne di partire, ho chiamato il meccanico, che necessariamente l’ha dovuta portare in officina… ha detto che va cambiata la cinghia di distribuzione e le valvole… una cosa del genere!- dico ridendo -Gli ci vorrà qualche giorno, e quindi mi tocca anche tornare a casa in autobus!

-Ma perché non l’hai detto subito? Dai, ti accompagno io!- mi fa lui, alzandosi in piedi per prendere le chiavi della macchina dalla tasca dei jeans blu scuro, -Così ti faccio conoscere Cindy!- aggiunge ammiccando.

 Continua…

 bimbo

23/02/09

Guardate un po’...



Quant’è dolce!!!

Mi fa troppo ridere!!!

tenero mobbidoso cuccioloso da spupazzare troppo!!!!!!!!!!!

 

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