VI
California Paradise
Seconda Parte
Scrutando attentamente tutti i miei amici, fermo lo sguardo sorridente su Meg e George, conoscendo la coppia felice, penso che in questo momento siano troppo su di giri per darci una brutta notizia!
-Ma no! Non c’è niente di cui dobbiate preoccuparvi, anzi!– risponde George allegramente, confermando la mia intuizione, prima di abbracciare e scambiare un sorriso complice con la sua Meg.
-Siete i primi a saperlo… - Aggiunge lei, con gli occhi azzurri che brillano di una luce particolare.
-Ma insomma! La smettete di tenerci sulle spine? Io ho da lavorare! Non posso passare qui tutta la serata! - Scherza Joe scuotendo le spalle di George, che ride divertito.
-Tenetevi forte, ragazzi… - riprende la dolce pazzoide continuando a sorridere, intenta a sciogliere la suspense, -perché io e George… aspettiamo un bambino!- conclude infine la voce tremante di emozione.
Un attimo di silenzio con tanto di respiro trattenuto, anticipa un’esplosione di gioia che nessuno di noi fa niente per contenere, sotto gli sguardi curiosi e straniti degli altri clienti del locale.
Tutti e tre siamo saltati in piedi ad abbracciare e a congratularci con i nostri amici, che a breve ci faranno diventare zii.
Joe è sparito dietro al bancone, ed è poi ricomparso con una bottiglia di champagne, e quattro bicchieri, inibendo a Meg la facoltà di unirsi al brindisi, almeno con lo champagne, provvedendo a portarle un succo di frutta preparato da lui stesso, una delle specialità della casa, per quanto riguarda i drink analcolici.
Continuiamo a torturare i futuri genitori, con una serie interminabile di domande a raffica. Una tortura che a loro piace subire, visto che rispondono con orgogliosa euforia!
-Se non vi dispiace però, ora andiamo via,- dice la futura mammina sorridendo, -la gravidanza mi porta un sonno incredibile! E a quest’ora già comincio ad essere stanca…- conclude sbadigliando.
Ovviamente le abbiamo ordinato di correre a casa a riposarsi, salutando lei e il dolce paparino, che le ha tenuto teneramente la mano per tutto il tempo.
Joe è tornato a lavoro, lasciando seduti al tavolo solo me e Bob, si è fatta quasi ora di cena, il locale comincia ad affollarsi.
Cominciamo a parlare tra noi e il discorso ricade inesorabilmente sulla splendida notizia che ci hanno dato i nostri amici.
Forse perché inaspettata, ma siamo ancora emozionati… tanto che fantastichiamo sul nostro futuro, addirittura provando ad immaginare come saremo, quando anche noi diventeremo genitori!
È l’effetto che fa una notizia del genere, travolge e coinvolge tutti come un uragano in piena forza!
Parlando del miracolo della vita, senza che ne accorgessimo -come sempre- il tempo è volato via troppo presto per averne abbastanza della splendida compagnia di un Angelo.
-Accidenti, devo andare anch’ io!- dico, guardando l’orologio e facendo una smorfia di disappunto.
-Di già? Ma torni dopo?- mi chiede Bob, imitando la mia espressione dispiaciuta.
-Purtroppo no… stamattina la mia auto non ha voluto saperne di partire, ho chiamato il meccanico, che necessariamente l’ha dovuta portare in officina… ha detto che va cambiata la cinghia di distribuzione e le valvole… una cosa del genere!- dico ridendo -Gli ci vorrà qualche giorno, e quindi mi tocca anche tornare a casa in autobus!
-Ma perché non l’hai detto subito? Dai, ti accompagno io!- mi fa lui, alzandosi in piedi per prendere le chiavi della macchina dalla tasca dei jeans blu scuro, -Così ti faccio conoscere Cindy!- aggiunge ammiccando.
Continua…
